Corpi di reato, c. 1910.

Fotografo non identificato, stampa alla gelatina ai sali d’argento.

Trentasette strumenti di varia natura (chiavi, pinze, lime, seghetti…) sequestrati a un ladro d’albergo che, arrestato ripetutamente nel primo decennio del Novecento, forniva false generalità dichiarandosi all’occorrenza italiano, francese, spagnolo e cubano.

L’applicazione della fotografia giudiziaria, dalla fine dell’Ottocento, comincia a concretizzarsi in veri e propri archivi di persone schedate, dove accanto alle fotografie segnaletiche si aggiungono immagini di corpi di reato e di scene del crimine.