Callisto Grandi, “L’uccisore dei bambini”, c. 1880.

Fotografo non identificato, stampa all’albumina incollata su cartoncino.

Fra le fotografie inviate a Lombroso dello psichiatra Enrico Morselli c’è quella di Callisto Grandi, artigiano di 24 anni di Incisa in Val d’Arno, arrestato nel 1875 con l’accusa dell’omicidio di quattro bambini e del tentato omicidio di un quinto. Grandi è colpevole di crimini determinati dal desiderio di vendetta, premeditati ed eseguiti con lucidità, e condannato a venti anni di lavori forzati.

Lombroso prende pubblicamente posizione contro questo giudizio: secondo lui è un alienato affetto da cretinismo, condizione caratterizzata dalla presenza “di istinti crudeli e feroci”. Per questo motivo non sarebbe dovuto andare in carcere, ma essere ricoverato in un manicomio criminale. Questo caso suscita un ampio dibattito in Italia e segna una svolta verso l’istituzione dei manicomi giudiziari.